Gin leo

Gin al Verdicchio dei Castelli di Jesi

Un gin non eccessivo nelle botaniche con i giusti sentori al naso ed al palato che subito ti riportano tra i lari delle uve di verdicchio. La bassa gradazione alcolica, le note fruttate, la buona sapidità rendono questo prodotto garbato, pulito, l’icona del territorio marchigiano, come lo era Leo e come vorremmo essere tu i noi.

Moreci Leo

Per tutti Leo, è nato il 5 settembre del 1928, in una modesta abitazione, giù dal fosso sotto il castello di Caudino. Partì per il Belgio in cerca di fortuna, come tanti marchigiani di queste zone e finì in miniera. Al suo rientro in Italia, Leo si era trasferito in un'abitazione dentro le mura del castello di Caudino. Per il resto dei suoi anni si occupò di tenere in vita il complesso medioevale che lo ospitava, accogliendo i turisti ed offrendo loro le specialità locali ed un buon bicchiere di vino, raccontando la storia del castello e le sue avventure. Per i suoi ottant'anni Giorgio Santini ed altri amici più stretti di Arcevia, organizzarono in suo onore una festa al castello. AI compleanno vi parteciparono più di trecento persone. Leo ha insegnato tanto ai giovani come Giorgio, tramandando loro quel saper fare degli uomini e delle donne cresciuti in queste terre. Il 26 novembre del 2016 Leo si spegneva, lasciandoci in eredità l'onestà di far del bene agli altri senza pretendere nulla in cambio, la voglia di vivere e divertirsi, il rispetto della vita altrui e la grande consapevolezza di poter guardare il mondo attraverso i suoi occhi.

Storia

Per raccontare una storia, un personaggio, ci sono molte strade. lo che non sono scrittore, se non per diletto e con pessimi risultati, ho applicato soltanto la mia legge, forse anche quella di Leo, la fantasia. Ho cercato attraverso delle mirabolanti novelle di cogliere e dipingere lo spirito di un uomo normale, non intaccato dalla società, fuori dagli schemi, talmente libero da renderlo involontariamente un supereroe. Giorgio Santini, grande amico di Leo, voleva ricordare una persona speciale. Nell'estate 2019 nasce il progetto di creare un gin a base verdicchio, “Gin Leo”. In questo gin rivive lo spirito di Leo e l'essenza del territorio dei Castelli di Jesi. Dalla collaborazione con Giorgio e la sua Cantina Broccanera è nato ciò che immaginavamo ben tre anni fa.


Diego Re

STORIA FANTASTICA
IL NIDO DEGLI AIRONI VARIEGATI E IL SINDACO


Moreci Leo, per tutti Leo, era solito parcheggiare la sua cinquecento aragosta con il tettuccio rammendato fuori le mura del castello di Caudino, esattamente sotto la pianta di ciliegio. Non era un metodico, ma non c’era nulla da fare, lui la macchina la doveva accostare al fusto dopo aver fatto manovra e girato la macchina che puntava dritta verso la discesa, per poi uscire dal lato passeggeri ed inchiavare la portiera. Allo strano rituale avevano assistito tutti gli amici di Leo. C’era chi aveva provato a dirgli “sistema la serratura dalla parte della guida.” [...] Altri a dirgli ”chi vuoi che te la rubi.” Altri ancora gli avevano consigliato di varcare le mura del castello con la macchina e parcheggiarla un po’ dove avesse voluto, anche perché Leo, una volta tornato dal Belgio, ne era l’unico abitante.Da quando Leo aveva provveduto a sistemare il castello, accogliendo i viandanti e offrendo loro storie, un buon pranzo ed un piatto caldo, per tutti era diventato il sindaco di Caudino.

Leo abitava da solo, in una piccola porzione di casa dentro le mura. Aveva spostato il letto di fronte alla finestra che di notte non chiudeva mai del tutto. Se gli inverni erano troppo rigidi, preferiva andare a letto vestito mettendo qualche coperta in più. La sua cucina stava al pian terreno ed era sempre aperta a tutti, amici e sconosciuti, purché fossero non più di cinque, altrimenti apriva il salone adibito alle cene con tutti i suoi amici. Leo adorava dare i nomi alle cose. Il vecchio frigorifero Smeg anni ’50 lo chiamava scosso per via dei sussulti notturni. Poi c’era il ragno a otto zampe detto filotto che stava li sopra i pensili del cucinino prima di lui. Il divano lo chiamava divano perché non aveva ancora fatto amicizia mentre la radiolina con cui ascoltava il notiziario del mattino era detta Lina. Un giorno, ma uno come tanti altri, Leo uscito dal portone di casa si indirizzò verso la sua aragostina; una volta, giusto sotto l’arco in pietra, vide la pianta circondata da un nastro di quelli segnaletici e avvinghiata al nastro pure la sua macchinina. Lì per lì non si preoccupò, abituato com’era agli [...]

Leggi per intero le storie fantastiche di Leo

Il nido degli aironi variegati e il sindaco

Il tartufo al cioccolato

L'elefante in maglietta gialla

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